Il giro del mondo in dieci piatti natalizi

Nel bicchiere? E’ Boom di spumanti marchigiani, imbottigliato +58% sul 2020

Cena della Vigilia a base di pesce per il 78% degli italiani, secondo una ricerca pubblicata da Coldiretti/Ixe nel 2019: del resto gli italiani consumano in media 28 chilogrammi di pesce a testa in un anno, ben oltre la media europea di 25 chili e a quella mondiale di 20 chili.

E nel bicchiere?

E’ un anno spumeggiante per le bollicine marchigiane, che si apprestano a chiudere il 2021 con un imbottigliato a +58% rispetto al 2020, pari a 360mila bottiglie a denominazione d’origine.  Di queste, una su tre verrà stappata proprio nel corso delle festività natalizie. Un rimbalzo della tipologia che maggiormente ha sofferto i lockdown, che si tradurrà a fine anno in un aumento di oltre 130 mila bottiglie di spumanti, a partire dall’exploit del Verdicchio dei Castelli di Jesi (+70%) in versione bollicine. Lo rileva l’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), che con 16 denominazioni e 652 soci rappresenta circa il 70% dell’intero export vinicolo della regione.

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Secondo le stime previsionali Imt, a trascinare la squadra delle bollicine afferenti al Consorzio c’è il Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante con un imbottigliato che quest’anno sfiora le 170mila bottiglie e che rappresenta i due terzi della produzione spumantistica delle Marche. Sugli scudi però sono tutte le produzioni artigianali di altissima qualità, a partire dal Verdicchio di Matelica Spumante al Colli Maceratesi Ribona, alla Vernaccia di Serrapetrona, fino al San Ginesio e al Bianchello del Metauro Spumante.  Secondo il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini, Alberto Mazzoni: “A causa della loro particolare morfologia – perlopiù composta da piccole e micro-imprese – le aziende vitivinicole marchigiane hanno sofferto l’emergenza in misura maggiore rispetto alla media nazionale. Oggi possiamo dire che il settore è ripartito e lo ha fatto anche con una tipologia, quella degli sparkling, che offre ampi margini di crescita. In particolare, le uve di Verdicchio rappresentano una unicità per la propria versatilità, dai bianchi fermi, a quelli dolci fino agli spumanti”.

Ottime conferme arrivano anche dal fronte delle guide: sono 96 i massimi riconoscimenti ottenuti nel 2021 dai vini marchigiani secondo le sette principali guide di settore del Belpaese (Gambero Rosso, Bibenda, Vinibuoni d’Italia, Slow Wine, Veronelli, Guida Essenziale ai Vini d’Italia e Guida Vitae Ais). Anche in questo caso il protagonista assoluto è il Verdicchio con 68 premi (53 per il Verdicchio dei Castelli di Jesi e 15 per il Verdicchio di Matelica).

Un menu sostenibile e nel segno della tradizione

Ma se per la maggior parte degli Italiani la Vigilia non è Vigilia senza piatti a base di pesce, la situazione non è molto diversa negli altri Paesi. MSC Marine Stewardship Council, organizzazione non profit che promuove la salute degli oceani attraverso un programma di certificazione di prodotti ittici pescati sostenibilmente, ha cercato di scoprire le tradizioni natalizie in tema di pesce di diversi Paesi del mondo.

Tradizioni che però purtroppo si scontrano con la preoccupante condizione in cui versano le risorse ittiche globali, di cui il 34% risulta sfruttata a livelli non sostenibili secondo la FAO. È evidente quindi che a Natale, a prescindere che si stia preparando il banchetto dei 7 pesci italo-americano o le famose aringhe in pelliccia della Russia, resta prioritario scegliere prodotti ittici pescati in modo sostenibile, ovvero provenienti da stock in salute, gestiti responsabilmente e con il minimo impatto sull’ecosistema. La presenza del marchio blu MSC sulla confezione assicura che tutte queste condizioni siano state rispettate secondo principi scientifici, e garantisce un rigoroso controllo della catena di approvvigionamento. Il marchio blu si trova su molti prodotti surgelati, in conserve e pet food per gli amici animali.

In Italia e nel mondo, il Natale ha un sapore più buono quando sa di sostenibilità!

Australia: gamberi pescati sostenibilmente.

Sulle tavole natalizie australiane non possono mancare dei gamberi freschi e sostenibili. Il 40% di tutti i gamberi consumati dagli australiani in un anno viene consumato a Natale; una nuova tendenza in cucina per un caldo Natale estivo (in Australia il Natale cade d’estate) è il larb di gamberi, un’insalata thailandese fresca e fragrante servita in tazze di lattuga che offre il perfetto equilibrio tra salato e dolce, acido e piccante.

Danimarca: aringhe marinate o stagionate, ma sempre sostenibili.

Natale non è Natale se in tavola non ci sono delle aringhe; queste possono essere marinate in aceto e zucchero con cipolle, aneto e pepe o con spezie calde come noce moscata e pimento, oppure stagionate in una maionese al curry servita con uova, ma la cosa fondamentale è scegliere le aringhe con il marchio blu sulla confezione. In genere vengono servite su pane scuro di segale con un generoso strato di grasso di maiale o di burro e accompagnare da akvavit, un distillato aromatizzato al cumino.

Messico: stufato di merluzzo sostenibile

Tra le tradizioni natalizie messicane troviamo lo stufato di pesce, preparato con merluzzo sostenibile, olio d’oliva, aglio, cipolla, pomodoro, mandorle, peperone, olive, patate cambray, prezzemolo, peperoncino, chiodi di garofano, cannella, origano e aceto di canna. Il merluzzo con il marchio blu di MSC è pescato in modo sostenibile, un particolare fondamentale per assicurare le riserve ittiche locali e globali anche per il futuro.

Regno Unito: fish pie

Sulle tavole inglese della cena della Vigilia c’è sempre una buona fish pie, il pasticcio di pesce, a cui ogni famiglia ama dare il proprio tocco personale. Il nasello mantiene consistenza e gustosità all’interno del pasticcio, e gli si può dare un tocco speciale aggiungendo capesante e gamberi marroni, dal sapore più deciso rispetto a quelli più piccoli. È bene scottare il pesce e le capesante prima di aggiungerli al composto del pasticcio, prima di infornarlo.

Stati Uniti d’America: il banchetto dei 7 pesci

Tradizione orgogliosamente portata avanti dalla comunità italo-americana nostalgica del Bel Paese e derivata dall’usanza cattolica di evitare il pesce la sera prima di Natale, il banchetto dei 7 pesci prevede una cena della Vigilia di 7 portate tipicamente a base di pesce (gamberi, cozze, calamari o capesante) accompagnato da pasta, verdure saltate e ovviamente del buon vino.

Giappone: il pesce (sostenibile) che porta fortuna

Una tradizione del nuovo anno celebrata dai giapponesi in America è l’osechi-ryori, cibi tradizionali gustati il giorno di Capodanno serviti in scatole chiamate jubako (simili ai bento) include uova di aringa, alghe, gamberi cotti, yellowtail teriyaki, torte di pesce e molto altro. Come ad esempio il kobumaki (salmone avvolto nel kombu) che, racconta Yuko Suzuki, che gestisce la comunicazione di MSC in Giappone, suona come ‘yorokobu’, un termine che significa gioire e quindi viene mangiato per pregare per una lunga vita e buona fortuna. Tutti gli ingredienti dell’osechi hanno significati di buona fortuna, salute o prosperità. Il Kazunoko (uova di aringa), per esempio, viene mangiato per pregare per la prosperità dei discendenti, poiché contiene molte uova (piccole uova di pesce); mentre l’ebi (gambero), essendo piegato all’indietro con lunghi baffi, viene paragonato a un vecchio e la gente lo mangia per propiziare la propria longevità.

Russia: aringhe in pelliccia

L’aringa in pelliccia è un’insalata tradizionale in Russia servita a Natale e Capodanno: le temperature possono arrivare ai -39°C e anche un’aringa deve indossare una pelliccia! Un’insalata gustosissima anche agli occhi grazie al colore dato dalla barbabietola nella maionese. Può essere arricchita da tuorli d’uovo sodo tritati o decorata con rose di barbabietole o carote scolpite. Viene servita a fette come fosse una torta o una gelatina di carne o semplicemente servita a grandi cucchiaiate.

Sudafrica: festeggiare in spiaggia con lo stufato di pesce

Se è vero che il potjie (stufato tipicamente cotto all’aperto, in un calderone a tre gambe) è un piatto popolare tutto l’anno in Sudafrica, quello di Natale ha sempre un sapore speciale. E da quando la pesca al nasello della Namibia ha ricevuto la certificazione MSC permettendo alla comunità locale di mantenere e rafforzare i propri mezzi di sussistenza, c’è una ragione in più per preparate il potjie di nasello certificato MSC!

Canada: aragosta alla diavola

Con la sola sua presenza sulla tavola, l’aragosta dà un tocco speciale alla tavola delle feste, ma può anche essere preparata in modo semplice, accompagnata da pappardelle o spaghetti. Un modo semplice e veloce per gustare insieme ai propri cari una bella aragosta pescata sostenibilmente.

Belgio: gamberetti o salmone? Basta che provengano da pesca sostenibile!

Un antipasto popolare belga a Natale è il pomodoro fresco ripieno di gamberetti e maionese coronato da una cima decorativa di pomodoro, ma un’alternativa che coinvolge anche i più piccoli è il salmone in crosta di pasta sfoglia, preparato avvolgendo degli spinaci e un grosso pezzo di filetto di salmone certificato MSC nella pasta sfoglia che viene cotto in forno fino a quando è ben rosa. I bambini si possono sbizzarrire a decorare la pasta con erbe e forme di pasta natalizie.

Qual è la tua ricetta natalizia preferita?

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